“Ci faranno perdere le elezioni: gli elettori non sono pronti a questa rivoluzione, se ne riparlerà tra non meno di sei decenni!”, ha sentenziato.
Così ha deciso di assumersi l’incarico di formare il quadro delle alleanze in nome, naturalmente, degli umori e della volontà del popolo della sinistra.
Sulla scrivania anche una bozza dei ministeri da assegnare subito dopo la vittoria delle prossime consultazioni politiche.
Qualche dubbio rimane sul candidato premier: sarà Pierluigi Bersani o Pier Luigi Bersani?
Questo il grande nodo da sciogliere, ma tornando a coalizione e cariche, il disegno sarebbe quello di coniugare una moderata innovazione, con la tradizione.
Un mix, insomma, tra facce nuove attinte dalla società civile e l’esperienza politica.
Ecco qualche nome dei cosiddetti papabili:
Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriali: Vina VilAttuazione del Programma di Governo: Vito Badalamenti (un latitante per un programma latitante)
Pubblica Amministrazione e Innovazione: Giulio Andreotti
Pari Opportunità: (vedi foto)
Politiche Europee: Joey Tempest (a sinistra, in basso, nell’immagine)
Salute: Rina Aspi (nota Aspirina)
Telecomunicazioni: Belen
Politiche Agricole: Michele Pecora
Gioventù: Lamberto Dini
Economia e Finanze: Nonna Isa
















